LE 6 ABILITA’ MENTALI CHE OGNI CAVALIERE DOVREBBE AVERE!

Si può essere dei bravi partner umani per il nostro cavallo? Dei veri e propri “motivatori”, in cui l’animale riconosce e ritrova un punto di rifermento per migliorare le proprie abilità e adattarsi meglio all’ambiente? Ovviamente sì, ma dobbiamo andare ben oltre al concetto classico del “rider”, cavaliere.

Essere un bravo cavaliere non significa solo saper eseguire correttamente determinati gesti tecnici, portare a termine un percorso di salto ostacoli senza errori o montare qualsiasi tipo di cavallo. Essere un bravo cavaliere significa, anche, saper controllare i propri istinti, le proprie ambizioni, restare nell’umiltà di voler apprendere e migliorare. Ma vediamo insieme le 6 caratteristiche (o approccio mentale) principali che ogni rider dovrebbe avere (ne riporto solo alcune, che reputo essere indispensabili nella relazione cavallo-uomo).

Le 6 (delle molte) abilità che un rider deve sviluppare
1_ OSSERVAZIONE E VALUTAZIONE
2_ SAPERSI PORRE I GIUSTI OBBIETTIVI
3_ SAPER COMUNICARE
4_ ESSERE APERTI ALLA CONOSCENZA
5_SAPER GESTIRE LE PROPRIE EMOZIONI
6_ CREATIVITA’ SENZA L’USO DI METODI COERCITIVI

1_ OSSERVAZIONE E VALUTAZIONE: un buon rider deve saper “osservare” in maniera assolutamente oggettiva il suo partner equino. Deve conoscere le abitudini, i comportamenti e notare, nel dettaglio, anche i più piccoli cambiamenti. Deve poi essere in grado di valutare e analizzare le situazioni e gli ambienti, in maniera tale da anticipare (e quanto più possibile evitare) situazioni sgradevoli, garantendo confort e sicurezza.

2_SAPERSI PORRE I GIUSTI OBBIETTIVI: obbiettivi semplici, chiari e giusti, ci danno la possibilità di crescere e migliorare. E in questo rientra, soprattutto, la comprensione delle abilità proprie e del proprio cavallo. Gli obbiettivi devono essere fissati a seconda delle reali possibilità che l’ambiente, il cavallo e la nostra esperienza ci forniscono, non dimenticandosi che l’obbiettivo principale di un buon rider deve essere il benessere psico-fisico del suo cavallo, il ché significa la ricerca del totale appagamento delle esigenze fisiologiche proprie della specie (ambiente, quotidianità, relazioni sociali, attività proposte, ecc.)

3_ SAPER COMUNICARE: per comunicare nel modo corretto con un cavallo è fondamentale avere una buona conoscenza e padronanza del nostro corpo, che risulta essere la chiave di comunicazione che fa la differenza con il partner equino. Saperlo usare nel modo corretto, averne a pieno il controllo, conoscere e riconoscere ogni parte, ci permette di sviluppare una comunicazione chiara ed efficace. Gestualità, mimica, prossemica, capacità di utilizzare a pieno i propri sensi, sono caratteristiche che, se allenate correttamente, ci rendono abili nel linguaggio non verbale. Durante l’interazione con i propri cavalli, molti cavalieri fanno un uso improprio delle parole (verbosità), facendo dei veri e propri monologhi fini a se stessi.

4_ ESSERE APERTI ALLA CONOSCENZA: avere una mentalità corretta fa la differenza. L’approccio da parte di chiunque, dal neofita al professionista, dovrebbe essere quello di “non volere mai smettere di imparare”. La conoscenza, l’affidarsi alla scienza e al buono studio, permettono di incrementare la nostra formazione e migliorare la performance relazionale. Non dobbiamo quindi solo limitarci alla tecnica equestre, ma dobbiamo addentrarci nello studio del comportamento, della psicologia (equina), nonché dei meccanismi di apprendimento e gestione delle emozioni, che risultano essere fondamentali in fase di lavoro.

5_ AVERE UNA BUONA CAPACITA’ DI GESTIONE DELLE EMOZIONI: essere capaci di gestire le proprie emozioni non significa non provarle! Tutti abbiamo paura, ma non tutti sanno come gestirla. Questa è la sostanziale differenza che in ambito relazionale ci porta ad avere più o meno successo. Provare emozioni, accettarle (qualunque esse siano), evitando di fare “proiezioni”, ci aiuta ad utilizzare le nostre emozioni in modo vincente e ad agire in maniera più funzionale nelle situazioni.

6_ CREATIVITA’ SENZA L’USO DI METODI COERCITIVI: un bravo cavaliere è colui al quale il partner equino si affida, in armonia e con collaborazione. La collaborazione non si ottiene infliggendo dolore o con la forza, quella è sottomissione, è ben altra cosa! Non reputo un bravo cavaliere chi, utilizzando i peggio aiuti o finimenti, porta a termine una gara o riesce a portare in passeggiata proprio quel cavallo che non ne voleva sapere! Trovo, invece, un bravo partner umano chi ricerca delle strategie intelligenti per risolvere i problemi che si presentano, chi si mette in gioco e in discussione, chi con fatica e con il tempo ottiene risultati di accettazione e approvazione da parte del proprio cavallo, là dove c’erano rifiuti e negazioni.

© Elena Cammilletti

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