ABILITÀ COGNITIVE: ECCO COME MIGLIORARLE NEL NOSTRO CAVALLO

Un cavallo sereno è un cavallo che ha sviluppato le abilità utili a sopravvivere ed adattarsi ad un determinato ambiente, unica e vera prerogativa di ogni animale presente sulla Terra.

L’adattamento è il parametro con cui si valuta il comportamento dell’animale e il suo benessere psicologico, che peraltro non può essere separato dalla salute fisica e dal benessere sociale.

< Ambiente e sviluppo della abilità devono viaggiare di pari passo >

Utilizziamo il termine “abilità” per indicare la capacità di applicare le conoscenze (che sono a loro volta il risultato dell’assimilazione delle informazioni tramite l’apprendimento) per risolvere i problemi o portare a termine dei “compiti”.

Quando nello specifico facciamo riferimento alle abilità cognitive, intendiamo tutti quei processi mediante il quale l’animale percepisce, mantiene, recupera, manipola, utilizza e manifesta informazioni.

Rientrano tra le abilità cognitive (ne vediamo alcune):

  • la percezione: processo mediante il quale l’informazione è acquisita tramite i sensi (vista, udito, olfatto, tatto e gusto) e registrata come “esperienza”
  • l’attenzione: capacità mediante il quale l’animale  filtra ed elabora le informazioni/stimoli provenienti dall’ambiente
  • il riconoscimento: processo mediante il quale viene categorizzato un oggetto a seguito dell’ associazione del suo utilizzo
  • la memoria: abilità grazie al quale l’animale assimila nuove informazioni e le recuperare nel tempo
  • abilità motorie: capacità di muovere il proprio corpo
  • comunicazione: capacità di emettere o comprendere suoni/gesti
  • funzioni esecutive: processi cognitivi superiori, nella quale vengono messe in atto le funzioni basi (dalla percezione alla comunicazione) per raggiungere uno scopo ben preciso. Tra queste rientrano: la capacità di pianificare un’azione, la regolazione delle emozioni, la flessibilità cognitiva, la modifica e regolazione di un comportamento.

LE ABILITA’ NELLA PRATICA

Di seguito troverete un video di un particolare esercizio che ho proposto al giovane Hopi, Appaloosa di 5 anni.

L’obbiettivo di questa sessione di lavoro è quella di ottenere attenzione e partecipazione attiva da parte del cavallo, mettendo alla prova le sue abilità di memorizzazione e generalizzazione di una determinata informazione acquisita (cambia l’oggetto su cui deve appoggiare lo zoccolo, ma l’abilità richiesta è la stessa), nonché le sue capacità motorie. Aiutandomi con il rinforzo positivo, ho precedentemente insegnato ad Hopi a salire su delle padane fisse, non basculanti, prima basse e poi molto alte, prima con una zampa, poi con l’altra, poi con entrambe.

In questo video viene riportata un’altra sessione di lavoro, dove per la prima volta gli viene richiesto di appoggiare l’arto (dx o sx a seconda della mia indicazione) su un ceppo.

Perché queste richieste? Non di certo per prepararci a qualche spettacolo circense! Hopi ha enormi abilità cognitive e trova particolare appagamento nello svolgere esercizi nei quali può utilizzarle, migliorarle e metterle alla prova. Avere “scoperto” questa sua caratteristica, ha fatto sì che tante problematiche comportamentali legate alla sua storia venissero con il tempo superate.

VIDEO LEZIONE

  • STEP 1- SENSORY ANALYSIS
  • STEP 2- BASIC REQUEST
  • STEP 3- ADVANCE REQUEST
  • STEP 4_ INTRINSIC MOTIVATION
  • STEP 5_RELATIONSHIP

STEP 1- SENSORY ANALYSIS

L’apprendimento, nonché le abilità cognitive, sono strettamente legate all’utilizzo dei sensi. L’interiorizzazione positiva di uno stimoli avviene sempre e solo quando il cavallo ha la possibilità di valutare la situazione tramite i suoi sensi. Ha bisogno di vedere, sentire, “toccare”, annusare e spesso anche gustare.

Qualsiasi sia l’oggetto con cui il cavallo dovrà “interagire” dategli il giusto tempo per analizzare liberamente lo stimolo: c’è chi si dirigerà incuriosito e propenso a conoscere l’oggetto, chi invece ne avrà timore. Ad entrambi serve comunque tempo per analizzare e raccogliere informazioni.

STEP 2- BASIC REQUEST

Le richieste devono essere direttamente proporzionali alle abilità che il cavallo ha già acquisito. Non è corretto chiedergli di mettere il piede su una pedana molto alta, se non ne vuole sapere di passarne una a raso terra. Tutto deve avere una sequenza logica e le richieste devono essere fatte con un’ottica di progressione.

In questo specifico caso, Hopi è già in grado di salire sulle pedane, anche quelle alte un metro da terra. Nonostante questo, mi rendo perfettamente conto che cambiando la tipologia di base su cui dovrà appoggiare l’arto, e soprattutto essendo una base non fissa, devo incominciare con una richieste “semplice”.  Inizio, perciò, posizionando il ceppo di legno sdraiato a terra.

STEP 3- ADVANCE REQUEST

Hopi è davvero formidabile e nella stessa sessione di lavoro posso già modificare e rendere più complessa la mia richiesta. Attenzione però! La difficoltà dell’esercizio richiesto aumenterà in base alla capacità di apprendimento del cavallo con cui stiamo interagendo. Non serve raggiungere l’obbiettivo finale in un’ unica sessione, anzi spesso risulta controproducente.

Non abbiate mai fretta!!! I risultati si ottengono con il tempo e con molta, molta, pazienza e perseveranza!

Posiziono il ceppo in verticale ed ecco che Hopi, senza alcuna esitazione, riproduce il comportamento richiesto precedentemente. Direi che la sua capacità di generalizzazione è ottima!

Per generalizzazione si intende quel processo mediante il quale l'animale (umano compreso) utilizza le abilità acquisite in situazioni diverse.

STEP 4- INTRINSIC MOTIVATION

Come ho precedentemente sottolineato, per ottenere questo comportamento da Hopi, ho utilizzato un rinforzo positivo (biscotti). Un comportamento che non è rinforzato, nel tempo va in estinzione (questo avviene anche in natura se l’ambiente non fornisce le sufficienti quantità di rinforzo). Per farsi che il cavallo mantenga  un determinato comportamento, e che quindi non lo metta in atto solo perché ricompensato (motivazione esterna), dobbiamo fare in modo che  riproduca quello specifico comportamento per il piacere di farlo (motivazione interna, intrinseca).

Mettere in atto un comportamento per "il piacere di farlo" significa che il cavallo mentre lo fa è sereno, attivo, assolutamente collaborativo e partecipante. 

STEP 5- RELATIONSHIP

La relazione deve essere l’obbiettivo principale di chi interagisce con un animale, qualsiasi esso sia. Ogni azione che andremo a compiere o a richiedere inciderà, più o meno positivamente, sul rapporto con il nostro cavallo. Se le attività che gli proponiamo sono per lui gratificanti e soprattutto utili, riconoscerà in noi un partner umano affidabile, responsabile e degno della sua attenzione e fiducia.

Terminato il lavoro prendiamoci sempre il giusto tempo per coccolare e gratificare il nostro partner equino.

© Elena Cammilletti