Non penso di dire nulla di nuovo nel momento in cui affermo che la società moderna è basata sul tutto e subito. Poca fatica e risultati immediati. Ma sono davvero risultati? O sono merite illusioni? A voi la risposta.
La fatica viene vista come un qualcosa da evitare e di assolutamente negativo. Qualsiasi siano i tempi, io continuo a credere che è attraverso il fare ( e anche il faticare) che si possono raggiungere obiettivi concreti e duraturi. L’uomo ha spesso la tendenza a sviare tutto ciò che implica lavoro, organizzazione, perseveranza e costanza emotiva e fisica. Tende a stancarsi subito, trovare mille giustificazioni, fare scelte prive di logica e maturazione, insomma improvvisamente si ritrova, senza nemmeno rendersene conto, ad allenare la sua mente ad essere debole, contrariamente a ciò che crede. Tanti giudizi, tante pretese e tante lamentele: una forma mentis che porta a creare un clima di tensione fuori da noi, ma soprattutto dentro di noi.
La fatica è un segnale del nostro corpo, ma un segnale che può essere associato anche ad un’esperienza positiva.
È importante capire che questa è funzionale quando non è “consumo”, ma è trasformazione. La trasformazione richiede tempo, costanza e perseveranza. Ed è proprio a questo tipo di fatica che l’uomo sfugge, perché richiede tanto, tantissimo, lavori su se stessi. Ti invito a questo punto a riflettere sul ruolo del cavallo nella nostra vita: non è forse vero che ci sprona costantemente a migliorarci?
Ricorda perciò:
Se la fatica è imposta, svuota; se invece è scelta e motivata, riempie.
Il segreto è che dobbiamo essere bravi a scegliere qualcosa per cui vale la pena faticare. Se sappiamo scegliere un obiettivo concreto la fatica ti trasforma, ti solleva e diventa forza.
Attenzione a dare il giusto significato alle parole!
Per forza non si intende l’essere sempre impeccabili o nel non fallire mai. La forza mentale è quel qualcosa che quando si fallisce, quando non si è all’altezza, quando si fa “fatica” a gestire le proprie emozioni in determinate situazioni, o proprio non si riesce a gestirle, ci permette di accettare le nostre debolezze, viverle, apprendere nuove abilità e proseguire nel nostro cammino per raggiungere l’obiettivo prefissato.

L’equitazione è sempre stata per me lo specchio della vita, ciò che io imparo attraverso l’interazione con i cavalli mi permette di comprendere sempre più nel profondo i concetti di una vita funzionale.
Nel approccio con i cavalli io spingo alla gradualità, ovvero ad un approccio lento (correttamente lento) che rispetta i tempi fisiologici, mentali, emotivi nostri e del cavallo. Tutti noi vorremmo vedere in quattro e quattr’otto dei risultati incredibili. Se, per esempio, abbiamo tra le mani un puledro chi non vorrebbe che questo nel giro di poche lezioni diventasse il “Totilas” (se non sai chi è corri subito a cercarlo sul web!!!) di turno, ma è proprio nell’attesa che rafforziamo la nostra mente, definiamo le nostre intenzioni e concretizziamo le nostre azioni.
Spegnere il nostro ego per dare spazio a una realtà veritiera ed non illusoria.
La gradualità che io propongo è il concetto autentico del lavorare sodo, con metodo e disciplina, affinché si possa giorno dopo giorno migliorare e progredire nel nostro percorso. La fatica? É solo la benzina, che se saputa gestire non é poi così terribile.. fidatevi!
Al contrario, l’immediatezza significa bruciare delle tappe, tappe che sarebbero necessarie per non farsi illusioni e aspettative. Una ricerca così veloce di risultati al top, non ci permette nemmeno di riconoscere le nostre reali capacità e le nostre attuali incapacità.
É quindi vero che la ricerca dell’immediato risultato e la creazione di numerose aspettative (solitamente alte e ben lontane dalla evoluzione naturale delle cose) conducono spesso alla frustrazione e alla insoddisfazione. Da qua potremmo fare un trattato di psicologia, ma se siete d’accordo tornerei ai nostri amati cavalli.
È importante comprendere che quando si entra in relazione con un cavallo è necessario non crearsi aspettative. Abbiate degli obbiettivi o un obbiettivo: concreto, raggiungibile e misurabile. Non fantasticate con la testa, restate con i piedi per terra e cercate di accettare limiti e inabilità (e non mi riferisco solo a quelli del cavallo). Non date “colpe” e/o non ricercate “scuse”: “ho male questo” oppure “ fa freddo”, ecc.!
I limiti si superano e le abilità si sviluppano…Se non si ha il sedere pesante!
Tutto ciò che accettiamo e riconosciamo, ci responsabilizza. La responsabilità, funzionale e leggera, ci porta a vivere le cose con la giusta motivazione e determinazione.
Abbiate perciò la voglia di rompere lo schema del “tutto e subito” e godetevi ogni singolo momento, anche quello più faticoso! Sarà così che conquisterete il cuore del vostro cavallo..!
